venerdì 10 marzo 2017

Come preparare casa prima di partire per le vacanze

Come preparare e organizzare casa prima di partire per le vacanze
Partire per un viaggio o comunque per una vacanza, è uno di quei momenti di gioia ed emozione, mille attenzioni alle valige, ai documenti, biglietti, pianificazioni ecc. In questo turbinio di concitazione potremmo trascurare chi non viene in trasferta con noi, ovvero la casa.

Si perché prima di partire dobbiamo necessariamente adottare qualche attenzione particolare nell'organizzare il nostro alloggio così da lasciare la casa in tutta sicurezza, in modo che al rientro non ci siano spiacevoli sorprese.

Qui di seguito una lista di controlli da fare sia all'interno che all'esterno della nostra dimora, magari si può stampare questo elenco e depennare li dove abbiamo verificato:
Partiamo dall'interno dell'appartamento:

- Lasciare una copia delle chiavi di casa a qualcuno di fidato (amico/parente), con tutti i nostri recapiti in caso di bisogno. Istruire la persona sul funzionamento dell'impianto d'allarme se presente.

- Pulizia intero appartamento, compreso bagno e cucina, perché certamente la polvere si accumulerà quindi maggiormente sarà pulita, più linda si troverà al rientro.

- Disfare i letti, in questo modo i materassi prenderanno aria, in questo caso lavare la biancheria tolta.

- Fare il bucato degli indumenti e asciugamani rimasti nel cesto della biancheria, perché muffe e batteri proliferano nel tempo, oltremodo ci sarà tanto altro da lavare al momento del rientro delle ferie.

- Lavare le stoviglie, o a mano o con lavastoviglie per il motivo di cui sopra.

- Gettare tutti i rifiuti, residuo organico, indifferenziata, plastica, carta e vetro, per chi fa la differenziata non lasciare i bidoni in strada.

giovedì 2 marzo 2017

Tovaglioli da bar, ma perchè?

Tovaglioli da bar, ma perchè?
Almeno una volta nella vita, tutti avranno avuto un incontro ravvicinato con i "super performanti" tovagliolini presenti sui banconi e tavolini dei bar, pasticcerie, gelaterie, pizzerie e ristoranti, per intenderci quelli dell'immagine qui sotto, che di solito hanno un scritta o un logo stampata sopra, che coincide con il nome del caffè che l'attività propone, in pratica salviette sponsorizzate.
Tovagliolini-bar-gelateria-dispenser
La curiosità nasce dal fatto che sono tovaglioli realizzati con un materiale non identificabile, non si capisce se è carta o plastica, sembra una carta scivolosa, che non assorbe e non pulisce come vorremmo veramente. Ma allora a cosa serve? Ma perchè li utilizzano? Mistero?
ALT!

Prima di scaldare gli animi e provocare l'ira di tutti i bar e affini vanno fatte delle precisazioni, perchè è un post esclusivamente incentrato sul materiale del tovagliolino.

Dietro ad un semplice caffè (o consumazione) ma soprattutto dietro il prezzo di un caffè c'è un mondo economico.

Es. 1 Caffè = € 1,00

All'interno del prezzo bisogna considerare una parte del costo come:

- Locale
- Personale e formazione
- Pulizia
- luce, acqua e gas
- Attrezzature e manutenzione
- Comfort (sedie, divani, tavoli, climatizzazione)
- Smaltimento rifiuti
- WC

- Orari prolungati e aperture festive
- Tasse e gestione

- Caffè
- Stoviglie
- Zucchero e dolcificanti
- Latte

Alcuni aggiungono degli optional:

- Tv e quotidiani
- Internet WiFi
- Acqua minerale (da bere)
- Polveri (cacao o cannella)
- Cioccolatino
- Fazzolettini di carta

Ecco da questo punto di vista viene da chiedersi se vale la pena aprire un bar, ma la risposta evidentemente è si, perchè sono costi calcolati nell'attività o almeno dovrebbero, ed ognuno fa il possibile per migliorare i propri servizi per allargare e fidelizzare la propria clientela.

Qualcuno può dire, allora se un'attività offre tutti questi servizi per un caffè, perchè alla fine inciampa utilizzando quei discutibili e fastidiosi fazzolettini.
Viene da pensare che per un caffè ci si perde in un bicchiere d'acqua, non sarebbe meglio adoperarne un tipo più confortevole o magari non servirsene proprio?

Ancora una volta per avere una risposta c'è di mezzo il dio denaro, perchè chiunque avrà notato la quantità di scritte e sponsor all'interno delle attività commerciali di tipo alimentare.

Nella maggior parte dei casi i bar, gelaterie, ristoranti ecc. sono legati ad un brand di caffè, e queste sponsorizzazioni possono essere di vario tipo, dalla sola fornitura di caffè fino ad arrivare all'intero arredo del locale (tavoli, sedie, ombrelloni, posaceneri e portaombrelli ecc.). Quindi tutti questi materiali forniti hanno una bella scritta e un logo che ci ricorda la marca.
Tra tutti questi gadget forniti ci sono anche gli ormai "famosi" tovagliolini nel dispenser. Per farla breve molte attività offrono questo servizio perchè gratuito, o meglio in cambio di pubblicità.

Molto bene, perfetto, ma comunque la domanda resta:

Si può sapere perchè sono prodotti con quel materiale così assurdo?

Facendo una ricerca più approfondita sul tipo di carta impiegato, viene fuori questa teoria:

Un foglio di carta A4 quelli comuni per scrivere e stampare è realizzata nella maggior parte dei casi di cellulosa al 100%, un tovagliolo di carta come quelli utilizzati in casa, morbidi e assorbenti tipo la carta igienica per intendersi, è prodotta con 2 o più veli di ovatta di cellulosa.
Questo comporta che il primo tipo di carta è molto più "stampabile" e molto meno costosa della seconda.
Se devo produrre un tovagliolino con una scritta impressa sopra che devo poi "regalare", quale tipo di carta impiegherò?
Tovaglioli da bar, che materiale è?
Es. di un annuncio pubblicitario di vendita tovaglioli:

"Tovaglioli Bar in carta di pura cellulosa monolucida per alimenti da xx gr/mq.
 Formato dei tovaglioli aperti è di 17 x 17 Cm.
 piegati diventano 8,5 x 12 Cm con piega di 4,5 Cm.
 I tovaglioli bar in carta sono disponibili in confezioni da...
 I tovaglioli bar possono essere personalizzati, ecc."

In pratica i tovagliolini da bar sono più vicini alla carta comune che a quella dei tovaglioli "classici" di casa, la dimensione probabilmente è studiata per la pulizia della bocca o al massimo per evitare di reggere il cornetto con le mani, e probabilmente previene un utilizzo improprio e sovradimensionato da parte delle clientela, da non dimenticare il costo inferiore, ed in fine la carta è lucida per migliorarne la stampabilità e la conseguente visibilità del marchio, consentendone l'estrazione dal dispenser più agevole e scorrevole.
Tovaglioli da bar, ma perchè?
La conclusione è la seguente, se esistono da così tanto tempo e sono così diffusi, vuol dire che funzionano, sicuramente sarà stato svolto un lavoro per arrivare a quel tipo di tovagliolino.

Resta comunque brutto, antipatico e deludente.

Buon caffè!

sabato 25 febbraio 2017

Come eliminare il cattivo odore dalle scarpe

Come eliminare il cattivo odore dalle scarpe
Uno dei cattivi odori più fastidiosi da rimuovere, è sicuramente quello che proviene dai piedi e dalle scarpe, o meglio, il risultato della combinazione dei due.

Chi non utilizza le scarpe? Si al mare, qualcuno in casa cammina scalzo, ma in generale oggigiorno le calzature sono impiegate per buona parte della giornata.

Cosa provaca quel tanfo che sembra non andare più via?
La risposta è semplice, parte dai piedi o meglio dai batteri che sono presenti su di essi per poi contaminare le calzature i calzini e tutto quello che toccano come ad esempio il letto, se non vengono lavati prima di andare a dormire, e più proliferano i batteri più la puzza aumenta.

Le cause più comuni della proliferazione batterica sono:

- scarsa igiene personale (lavaggio)
- sudorazione (sport o caldo)
- presenza di infezioni (funghi o ragadi)
- scarpe (cattiva conservazione o muffa)
- materiale (pelle o sintetico)

Come risolvere questo antipatica seccatura?

1 - Lavare i piedi spesso, almeno una volta al giorno, e accuratamente come tra le dita, magari con un sapone antimicrobico o antibatterico, asciugarli molto bene, se secchi adoperare una crema idratante.

2 - Per chi ha una sudorazione pronunciata del piede oppure pratica sport, vale sempre il passaggio 1, in più utilizzare i calzini che assorbono parte del sudore, cambiare i calzini spesso non riutilizzare quelli sporchi. Esistono prodotti specifici per i piedi, ma è possibile adoperare un qualsiasi deodorante come quelli in stick.

3 - Le infezioni così come i calli aumentano la carica batterica e di conseguenza l'odore sgradevole, i calli vanno eliminati, curare i funghi e disinfettare eventuali ferite (tagli, piccole ulcere o ragadi) e medicarle accuratamente, in questi casi è utile tenere i piedi all'area aperta il più possibile, perchè oltre a favorire il molesto olezzo, potrebbero peggiorare le infezioni.
In casi di problematiche mediche dei piedi è meglio rivolgersi ad un medico specializzato invece che il "fai da te", in modo da trovare la vera causa e la cura più appropriata.

4 - Conservare le scape in luoghi asciutti ed areati, alernarne l'utilizzo, se possibile lavarle in lavatrice ed asciugarle molto bene.

Qui di seguito vediamo qualche trucco per eliminare i cattivi odori "a secco":
Come eliminare il tanfo dalle scarpe con il bicarbonato
- Bicarbonato, è un prodotto davvero efficace, versarne un cucchiaio raso di bicarbonato nelle scarpe la sera, agitare le scarpe in modo da far aderire il bicarbonato su tutta la parte interna delle scarpe. Al mattino, eliminare la polvere in eccesso, ed eccole pronte per l'uso.
Come eliminare la puzza dalle scarpe
- Solette e spray specifici per questo problema, sicuramente metodi più costosi e talvota non così validi come promettono.

- Qualcuno ha provato una soluzione più "ardita" mettendo le scarpe in sacchetti di plastica ermetici all'interno del frigorifero per tutta la notte, in questo caso il freddo impedisce a virus e batteri di moltiplicarsi, è il metodo usato per la conservazione degli alimenti in frigorifero. Ma le scarpe in frigo per una questione d'igiene, per poi comunque trovarsi la mattina con scarpe gelate, è certamente da sconsigliare.
Come togliere il cattivo odore dalle scarpe da ginnastica
5 - Le scarpe sono "importani" quanto i piedi, il numero deve essere quello giusto, il materiale è importante, la pelle è più efficace dei sintetici, anche se oggi si trovano in commercio materiali ad alte prestazioni e molto traspiranti, evitare le scarpe scomode e le suole di gomma.
Utilizzare prodotti di qualità è sicuramente consigliato per chi soffre di questi disturbi.

Buona passeggiata!

lunedì 23 gennaio 2017

Qual è la differenza tra pelle e cuoio?

Qual è la differenza tra pelle e cuoio?
In realtà non si può parlare di una differenza di materiali, perchè il CUOIO è il risultato di una trasformazione o ancora meglio una manipolazione della PELLE degli animali, questo processo abbastanza noto, prende il nome di “CONCIA”, che in pratica rende la pelle animale inalterabile, ovvero arresta il processo di putrefazione della stessa.
Solitamente il cuoio si ricava da pelli animali allevati per scopi alimentari, come ovini, bovini, suini, caprini ed equini oppure alcuni tipi di rettili e pesci, e di rado cervi, struzzi o canguri. Pelli di altri animani come quelli esotici, sono purtroppo più a scopo ornamentale o da trofeo di caccia.

Per quanto riguarda la PELLE possiamo fare una differenza tra pelle conciata, quindi il CUOIO e pelle essiccata. In questo caso c'è una differenza:

- pelle conciata (cuoio) è quella per l'abbigliamento e accessori, morbida, elastica e traspirante.
- pelle essiccata è più da "tappeto" non indossabile, grezza e dura.

Lavorazione della pelle e trasformazione in cuoio:

Anatomicamente la pelle o cute è un tessuto continuo formato da tre strati, la parte più esterna è l’ epidermide, al centro il derma e la parte più interna l’ipoderma.

La pelle animale è uno dei materiali più antichi utilizzati dall’uomo, perchè facilmente reperibile e per la sua rinomata resistenza, infatti viene utilizzata ancora oggi, anche se non ci sarebbe più una reale necessità.
Certamente per moda, ma anche per la sua comodià e la capacità di adattamento al corpo (borse, scarpe, cinture, pantaloni o giacche), la resistenza (i motociclisti professionisti ancora utilizzano questo materiale per le tute da gara perchè hanno una notevole resistenza all'abrasione dell'asfalto in caso di caduta), ma la caratteristica principale della pelle, ancora difficile da ottenere con materiali sintetici, è la traspirazione (passaggio di vapore acqueo) questa differenza è marcata soprattutto nelle scarpe.
differenza-pelle-cuoio
Detto questo vediamo come si trasforma la pelle in cuoio:

La prima lavorazione della pelle è la scuoiatura, la parte più cruda del procedimento per i più sensibili, il distacco della pelle dall’animale, da cui si ottiene la pelle grezza ovvero quella in cui è ancora attaccato il pelo, e si può ottenere in due modi:

- scuoiatura meccanica: la pelle viene distaccata dalla carne tramite un'infiltrazione d’aria ad alta pressione, operazione usata oggi a livello industriale che ne garantisce l'integrità finale e quindi una migliore qualità.
- scuoiatura manuale: consiste nel distacco della pelle manualmente tramite coltello, metodo artigianale che può provocare danni al pellame compromettendo la qualità finale.
differenza-cuoio-pelle
La seconda operazione consiste nel salare le pelli ed essiccarle, procedura che blocca la carica batterica e mediante conservazione in frigorifero ne aumenta la conservazione.
Terza trasformazione, il taglio delle pelli longitudinalmente così da ottenere due sezioni della stessa pella, il pieno fiore, la parte più pregiata, e la seconda quella meno pregiata viene chiamata crosta utilizzata per lavorazioni più economiche.

Quarto procedimento la concia, esistono diversi tipi di concia a seconda del materiale conciante utilizzato (al cromo, vegetale, all’aldeide, all’olio etc.), ma solitamente si utilizzano questi due tipi:

- concia chimica: i sali di cromo e bicarbonato di sodio formano con le fibre della pelle, un legame molto più stabile rispetto ad altre sostanze per la concia, infatti si ottengono dei cuoi con resistenza idrotermica di circa 100°C.

- concia vegetalmente: rende il cuoio più pregiato ma anche più rigido, viene eseguita utilizzando tannini vegetali, presenti in alcune specie di piante, come la mimosa e il castagno, portando la resistenza termica del cuoio ottenuto fino a 70°- 80°.

Quinto ed ultimo passaggio è la realizzazione dell'oggetto voluto con il cuoio ottenuto in precedenza.

Qui di seguito una tabella con i simboli dei tessuti per l'abbigliamento, scarpe ed accessori tra cui il cuoio:
simboli_tessuti_abbigliamento_scarpe

giovedì 5 gennaio 2017

Come scongelare gli alimenti correttamente?

Come-scongelare-gli-alimenti
Scongelare un alimento è un passaggio molto importante, tanto quello del congelamento, e deve essere eseguito correttamente, per preservare l'alimento stesso (proprietà organolettiche e nutrizionali, consistenza, sapore e colore) e la nostra salute (controllandone la carica batterica e lo sviluppo dei microrganismi).


L'alimento una volta che esce dal nostro congelatore, iniza subito a scongelarsi, e di conseguenza parte il processo di deperimento con un aumento della carica batterica presente sull'alimento stesso, precedentemente avevamo rallentato questo processo naturale degli alimenti abbassando la temperatura velocemente (congelazione).

Il secondo danno si avverte nella consistenza dell'alimento, che già subisce un primo deterioramento durante la fase di surgelazione, perchè il ghiaccio sciogliendosi rende il notro alimeto molle e si ha l'impressione di perdita di sapore.

Quindi scopriamo quali sono i migliori metodi di scongelamento:

1 - Temperatura ambiente, assolutamente sconsigliato, sviluppo di microrganismi pericolosi, pericolo che non si scongeli del tutto in particolar modo all'interno del prodotto.

2 - In frigorifero a temperatura controllata, metodo più lento (12 ore circa), più sicuro, perchè rispetta la catena del freddo, in questo caso lo scongelamento è lento ma la temperatura del frigorifero (0°-+4°) rallenta la proliferazione dei microrganismi dannosi per la salute.

3 - Nel forno a microonde, è il metodo casalingo più veloce e sicuro, basta fare attenzione a non superare i tempi di scongelamento in modo da iniziare la cottura del cibo stesso.

4 - Sotto l'acqua fredda, un metodo veloce ma sconsigliato, utilizzare solo se gli alimenti sono in confezioni impermeabili. Perchè l'eventuale contattto con l'acqua porta via oltre al ghiaccio la parte nutrizionale dell'alimento.

5 - Cottura diretta, forse il metodo migliore per scongelare gli alimenti, in acqua bollente o con la pentola a pressione oppure direttamente in forno.
In caso di cibi industriali seguire attentamente le istruzioni, perchè possono contenere parti crude all'origine e quindi necessario che la cottura sia ultimata in modo appropriato prima del consumo, altrimenti potrebbe causare danni alla salute.

Le regole da seguire assolutamente quando si scongela un alimento:

1 - NON SCONGELARE a temperatura ambiente ed evitare di scogelare sotto l'acqua corrente.

2 - Una volta scongelato un alimento NON PUO ESSERE RICONGELATO, previa cottura ( quinsi se si cuoce un alimento scongelato, può essere ricongelato, anche se la parte nutrizionale sarà ultriormente compromessa).

3 - Se manca la corrente elettrica e gli alimenti si sono scongelati VANNO ELIMINATI.
Come-scongelare
4 - La pulizia del frigorifero del freezer o congelatore è importantissima e deve essere effettuata spesso . Così come tutti gli utensili che utiliziamo per congelare/scongelare gli alimenti, il confezionamento e la separazione dei cibi è importante così da evitare contaminazione incrociata tra le diverse tipologie di alimento. NON come nella foto qui su!

5 - Un alimento scongelato DEVE ESSERE consumato entro le 24 ore.

Alimenti che contengo acqua, uova, latte e derivati vano scongelati nel modo più rapido perchè sono alimenti ad alta deperibilità in quanto hanno una carica batterica che prolifera molto rapidamente.
Ad esempio il gelato artigianale NON VA CONSERVATO nel congelatore ma va consumato subito, quello industriale può essere conservato in congelatore sempre rispettando la catena del freddo, quindi non lasciarlo fuori dal congelatore più del necessario per servirlo.
Vediamo il metodo migliore per scongelare alcuni alimenti:

La carne sia cruda che cotta va sempre scongelata in frigo, così da preservare i valori nutrizionali.

Il pesce può essere scongelato in frigo o bollito ancora surgelato.

La verdura va cucinata direttamente.

Il pane nel microonde

Per i più interessati all'argomento esiste una macchina professionale che si chiama camera di scongelamento, e fa esclusivamente questo lavoro, è possibile trovarla in cucine professionali o comunque nelle industrie che lavorano il cibo.